Commercio elettronico: aspetti fiscali 2021

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Abbigliamento e accessori, beauty, artigianato, alimentari: continua a crescere il mercato e-commerce B2C, complice anche il lockdown del 2020 e la necessità degli imprenditori di proseguire nella propria attività anche a serrande abbassate. Ma come aprire un negozio on-line? Quali sono gli aspetti fiscali 2021 del commercio elettronico? E quali le nuove regole IVA sull’e-commerce?

Come aprire un negozio on-line

Si compra e si vende davvero di tutto, al punto che, soprattutto nel 2020, una delle domande più in voga su Internet è stata: “Come aprire un negozio on-line”?

Gli adempimenti sono uguali per ogni tipo di commercio elettronico, perciò, che tu desideri fare affiliazione, oppure avere un sito di vendita diretta o ancora vendere attraverso piattaforme come E-Bay e Amazon, dovrai:

  • Aprire la Partita IVA: nel commercio – on-line come off-line – non esiste la prestazione occasionale, quindi aprire Partita IVA è sempre obbligatorio. Non vi è possibilità di vendere on-line senza Partita Iva, anche in caso di dropshipping. Il Codice ATECO di riferimento è il 47.91.10 – Commercio al dettaglio di prodotti via internet.
  • Segnalare al Comune l’inizio dell’attività: compilare la SCIA è un passo obbligato e consiste in una semplice comunicazione al Comune di Residenza delle informazioni sulla sede operativa. Qualora questa non sia fisicamente esistente (come per la maggior parte degli e-commerce), basterà indicare il proprio indirizzo di residenza.
  • Effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese: per farlo, sarà necessario presentare la CU (Comunicazione Unica) alla Camera di Commercio della Provincia competente, ovvero quella in cui l’impresa ha la sua sede.
  • Effettuare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS – Commercianti: per il versamento dei contributi previdenziali.
  • Scegliere il Regime Fiscale IVA: forfettario, semplificato o ordinario. Per la decisione definitiva è consigliabile affidarsi a un commercialista, che potrà dare indicazioni precise a seconda del business e del volume d’affari.

IVA sull’e-commerce: nuove regole dall’ 1 Luglio 2021

Le nuove regole IVA sull’e-commerce introdotte con il D.lgs. 83/2021 e già in vigore dall’1 Luglio 2021 riguardano:

  1. Per il mercato B2C, abolizione delle soglie di fatturato previste per le vendite a distanza e costituzione della soglia unica di 10.000 euro comune a tutti gli Stati Membri, al di sopra della quale la vendita sarà tassata secondo le aliquote del Paese di destinazione del bene.
  2. Introduzione di specifici obblighi per i soggetti che facilitano le vendite a distanza intracomunitarie di beni e le vendite a distanza di beni importati da Paesi terzi tramite interfaccia elettronica.
  3. Estensione del Regime Speciale MOSS (Mini One Stop Shop) alle vendite a distanza di beni e alle prestazioni di servizi rese a consumatori finali, che però vedrà mutato il suo nome in OSS (One Stop Shop).
  4. Introduzione del Regime Speciale IOSS (Import One Stop Shop) per le vendite a distanza di beni importati da Paesi terzi.

Perché le nuove regole e-commerce potessero attuarsi, il D.lgs. 83/2021 ha introdotto 3 nuovi regimi speciali IVA:

  • Regime OSS UE, dedicato alle vendite a distanza intracomunitarie di beni e a cessioni domestiche di beni facilitate da piattaforme
  • Regime OSS NON UE, per servizi offerti da fornitori extra UE
  • Regime IOSS, per la vendita a distanza di beni importati da territori o Paesi terzi

L’adesione a questi tre regimi non è obbligatoria ma consigliata, perché in questo modo è possibile operare in tutti i Paesi UE con la sola Partita IVA italiana, dichiarare l’IVA solo in Italia tramite unico pagamento, interfacciarsi con la sola Agenzia delle Entrate italiana per le vendite di tutta UE.


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