Copywriter e partita iva: ecco come diventare freelance

aprire partita iva da copywriter

La ritenuta d’acconto è il primo degli strumenti di pagamento a cui (spesso) le persone fisiche fanno ricorso per svolgere in proprio l’attività di copywriter. Le regole da rispettare per il suo utilizzo sono definite dalla disciplina del lavoro autonomo occasionale che, tra le altre, prevede un limite di 30 giorni di prestazioni eseguibili nell’anno solare. Raggiunto tale limite bisognerà aprire Partita Iva come copywriter e dichiarare il carattere continuativo dell’attività. Ecco come procedere per diventare freelance a tutti gli effetti.

Come aprire Partita Iva e diventare copywriter in 4 semplici passi

Per aprire Partita Iva da copywriter e svolgere in modo continuativo l’attività libero-professionale sarà necessario compiere in ordine queste 4 attività:

1. Definizione del codice ATECO

Il codice ATECO serve ad identificare l’attività economica che il professionista andrà a svolgere e a semplificare alle istituzioni e alla Pubblica Amministrazione la gestione delle informazioni fiscali, statistiche e contributive. Qual è il più adatto per diventare copywriter freelance? È una domanda che ci viene spesso posta, in quanto l’attività di copywriter professionista non è ancora identificata con un Codice ATECO specifico e dedicato.

Noi consigliamo il codice ATECO 63.99.00 (altre attività dei servizi di informazione NCA), conforme per coloro che vogliono aprire Partita Iva come copywriter e svolgere servizi di ricerca di informazione su base contrattuale o a pagamento, oppure servizi di rassegna, ritagli stampa, ecc.

2. Scelta del regime fiscale

Il regime fiscale è composto da un insieme di regole e procedure che regolano la tenuta della contabilità di un libero professionista (oppure di un’azienda) in termini legali e fiscali. Al momento, sono in vigore tre tipi di regime contabile: regime forfettario, regime semplificato e regime ordinario. Per aprire Partita Iva come copywriter è consigliabile scegliere il primo, ovvero il regime forfettario che, nel limite di 65.000 euro di ricavi, consente di ottenere:

  • Esonero dalla registrazione e tenuta delle scritture contabili
  • Esonero dall’applicazione IVA in fattura
  • Esonero dal versamento dell’imposta e dall’applicazione Irap, Irpef, addizionali regionali e comunali
  • Applicazione di un’imposta sui redditi forfettaria del 5% per i primi 5 anni di attività e del 15% per i successivi anni

IMPORTANTE DA SAPERE: Dal 1 luglio 2022, la fatturazione elettronica diventerà obbligatoria anche per i professionisti in regime forfettario che dichiareranno redditi per un importo superiore a 25.000 euro (direttiva approvata al momento fino al 2024).

3. Iscrizione al regime previdenziale

Diventare copywriter con Partita Iva comporta anche l’obbligo di versamento dei contributi previdenziali e, nel caso specifico, l’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

Il versamento dei contributi sarà calcolato in percentuale al reddito imponibile (per un copywriter freelance il reddito imponibile è pari al 78% dell’intero fatturato se si sceglie il regime forfettario); qualora il fatturato fosse pari a zero, i contributi da versare sarebbero anch’essi pari a zero.

4. Comunicazione di inizio attività ad Agenzia delle Entrate

A questo punto, è tutto pronto per inviare la comunicazione di inizio attività ad Agenzia delle Entrate e richiedere ufficialmente l’apertura della Partita Iva come copywriter.

La procedura deve essere eseguita online entro 30 giorni dall’inizio dell’attività ed è gratuita per chi sceglie di effettuarla in autonomia. Basterà scaricare e compilare il modello AA9/12 per poi collegarsi al sito di Agenzia delle Entrate e inviare la richiesta telematica.

Vuoi aprire la Partita Iva come copywriter e diventare freelance professionista?