decreto ristori e decreto ristori bis

Decreto Ristori e Ristori-Bis: cosa prevedono e come accedere

Il Decreto Ristori introduce ulteriori misure a sostegno delle imprese che hanno dovuto abbassare la saracinesca dopo il DPCM emanato per contenere i contagi di Covid-19. Parliamo in particolar modo di ristoranti, bar, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, teatri, cinema, palestre e piscine.

Scopriamo insieme di cosa si tratta e in che modo è stato integrato dal Decreto Ristori-Bis.

Cosa prevede il Decreto Ristori

Ma cosa prevede nello specifico il Decreto Ristori?

È un decreto che vale complessivamente oltre 5 miliardi di euro che saranno utilizzati per dare risorse immediate a beneficio delle categorie degli operatori economici e dei lavoratori che sono direttamente o indirettamente interessati dalle misure restrittive di questo ultimo Dpcm.

Queste le parole del Presidente Conte.

In pratica, con il Decreto Ristori vengono stanziati più di 5 miliardi di euro per sostenere gli imprenditori e i lavoratori impiegati nelle aziende che con l’ultimo DPCM hanno dovuto – nuovamente – “chiudere i battenti”.

Ma entriamo più nel dettaglio:

Requisiti per accedere alle misure del Decreto Ristori

Partiamo subito col dire che non tutti possono accedere alle misure del Decreto Ristori e del Decreto Ristori-Bis, che – come sempre – sono previsti specifici requisiti da soddisfare.

In particolar modo, il Decreto Ristori e il Decreto Ristori-Bis sono destinati alle imprese che dimostrano:

  • Di avere la Partita Iva aperta alla data del 25 Ottobre 2020 (non ne ha diritto chi ha aperto la Partita Iva nella giornata del 25 Ottobre 2020)
  • Di aver subito una perdita di fatturato: quello di Aprile 2020 deve essere inferiore di due terzi rispetto a quello di Aprile 2019 (questo requisito non è richiesto a chi ha aperto la Partita Iva a partire da Gennaio 2019)
  • Di rientrare in specifici Codici ATECO (con un click puoi consultare il Pdf Codici ATECO Ristori-Bis che abbiamo preparato per te)

Le misure del Decreto Ristori

Fra le misure del Decreto Ristori:

  • Indennizzi a fondo perduto dal 100% al 400%, con bonifici diretti sul conto corrente bancario o postale
  • Credito d’imposta cedibile al 60% per gli affitti commerciali dei mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre
  • Cancellazione della rata IMU di Dicembre per i proprietari e i gestori
  • Ulteriori sei settimane di Cassa integrazione, da usare tra il 16 Novembre 2020 e il 31 Gennaio 2021, che si accompagnano al blocco dei licenziamenti
  • Sostegni ai lavoratori stagionali e ai settori del turismo, dello spettacolo e dello sport

Decreto Ristori e indennizzo a fondo perduto

Il fondo perduto previsto dal Decreto Ristori è rivolto a coloro che hanno dovuto chiudere o rimodulare gli orari di apertura della propria attività. L’indennizzo è fissato per un massimo di 150.000 euro; varierà dal 100% al 400% di quanto precedentemente previsto e sarà distribuito in base al Codice ATECO di riferimento e alle perdite subite dall’azienda.

Il Decreto Ristori include fra i beneficiari del fondo perduto anche le aziende con fatturato superiore a 5 milioni di euro. Per loro è previsto un ristoro pari al 10% del calo del fatturato parametrato al coefficiente del relativo codice ATECO di appartenenza.

Come viene erogato il fondo perduto del Decreto Ristori

Chi ha già ricevuto il contributo del Decreto Rilancio, a partire dal 15 Novembre 2020 riceverà automaticamente e direttamente sul proprio conto corrente bancario o postale il finanziamento previsto dal Decreto Ristori.

Tutti gli altri dovranno presentare domanda tramite procedura web e modello messi a disposizione da Agenzia delle Entrate.

Decreto Ristori: credito d’imposta e cancellazione della rata IMU

Con il Decreto Ristori, le attività interessate dall’ultimo DPCM hanno diritto a un credito d’imposta del 60% per i canoni di affitto dei mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre 2020.
Le tre mensilità di credito d’imposta verranno riconosciute per locazioni ad uso non abitativo, anche nel caso in cui non siano state registrate perdite di fatturato.

Un altro aiuto in favore delle imprese che hanno dovuto chiudere o limitare l’orario di esercizio, arriva con la cancellazione rata IMU.
La rata IMU del 16 Dicembre 2020 è però abolita solo per chi esercita in un immobile di proprietà una delle attività interessate dal Decreto Ristori.

Decreto Ristori: estesa di sei settimane la cassa integrazione

Il Decreto Ristori prolunga la cassa integrazione: le imprese che hanno esaurito le settimane di Cassa integrazione previste dal Decreto Agosto e le imprese soggette a chiusura o limitazione, avranno altre sei settimane da poter usare nel periodo compreso fra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021.

La cassa integrazione è gratuita per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%, per chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni del DPCM del 24 ottobre 2020.

Per tutti gli altri è prevista un’aliquota contributiva addizionale che varia in base alla perdita di fatturato subita nel primo semestre 2020 rispetto al primo semestre 2019.

Entro quando presentare domanda per le sei settimane aggiuntive di cassa integrazione previste dal Decreto Ristori

La scadenza dei termini di invio delle domande è fissata al 31 ottobre 2020.

I datori che vogliono usufruire delle sei settimane aggiuntive di cassa integrazione previste dal Decreto Ristori, devono presentare domanda all’INPS e allegare un’autocertificazione in cui dichiarano la perdita di fatturato.

Decreto Ristori: indennità una tantum per lavoratori stagionali, sport e spettacolo

Grazie al Decreto Ristori arriva una indennità una tantum per:

  • lavoratori stagionali
  • lavoratori dello spettacolo
  • lavoratori dello sport

In particolare:

Decreto Ristori: indennità una tantum per lavoratori stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori in somministrazione, impiegati di imprese operanti nel settore turismo e degli stabilimenti termali

Il Decreto Ristori stabilisce che i lavoratori stagionali possono ottenere un’indennità una tantum di 1000 euro se:

  • Hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 29 ottobre 2020
  • Hanno svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate
  • Non sono titolari di pensione, di rapporto di lavoro dipendente e/o di NASPI alla data di entrata in vigore del Decreto Ristori

Decreto Ristori: indennità una tantum per lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore turismo e degli stabilimenti termali

Possono ottenere un’indennità una tantum di 1000 euro i lavoratori stagionali a tempo determinato che:

  • Hanno avuto uno o più contratti di lavoro a tempo determinato e della durata complessiva di almeno 30 giorni nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del Decreto Ristori
  • Hanno avuto nel 2018 uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale della durata complessiva di almeno 30 giorni
  • Non sono titolari di pensione o di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore del Decreto Ristori

Decreto Ristori: indennità una tantum per lavoratori dipendenti e autonomi

L’indennità una tantum di 1000 euro è riconosciuta a lavoratori dipendenti e autonomi che causa COVID-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, e che non siano titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o titolari di pensione.

Le categorie interessate sono:

  • lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali
  • lavoratori intermittenti
  • lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
  • incaricati alle vendite a domicilio

Decreto Ristori: indennità una tantum per lavoratori dello spettacolo

Ai lavoratori dello spettacolo, il Decreto Ristori riconosce in due casi l’indennità una tantum da 1000 euro:

  • Devono avere almeno 30 contributi giornalieri versati dal 1° gennaio 2019 al 29 ottobre 2020, reddito non superiore a 50.000 euro e non sono titolari di pensione
  • Devono avere almeno 7 contributi giornalieri versati dal 1 gennaio 2019 al 29 ottobre 2020 e reddito non superiore ai 35.000 euro

Decreto Ristori: indennità una tantum per lavoratori del settore sportivo

Erogata dalla Società Sport e Salute, un’indennità una tantum di 800 euro spetta ai lavoratori impiegati con contratto di collaborazione presso CONI e CIP.

Nota bene:
– I lavoratori dei settori turismo e spettacolo dovranno presentare domanda all’INPS entro il 30 Novembre 2020.
– I lavoratori del settore sportivo – sempre entro il 30 Novembre 2020 – dovranno presentare domanda alla società Sport e Salute.

Chi ha già percepito dei bonus in passato, riceverà l’accredito in automatico sul conto corrente. L’indennità non è cumulabile con il Reddito di Emergenza.

Decreto Ristori-Bis

Il Decreto Ristori-Bis introduce ulteriori misure di sostegno, che variano in base alle restrizioni previste per ogni Regione. In particolare:

  • Per le Regioni in zona rossa:
    • indennizzi a fondo perduto fino al 200% di quanto già erogato ad Aprile
    • Sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali di Novembre e Dicembre
    • Cancellazione della rata IMU di Dicembre per i proprietari e i gestori
    • Bonus baby-sitting di 1000 euro
    • Congedo straordinario del 50% della retribuzione mensile per i genitori lavoratori dipendenti
    • Credito d’imposta cedibile al 60% per gli affitti commerciali dei tre mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre
  • Per le Regioni in zona arancione:
    • Maggiorazione del 50% per gelaterie, bar, pasticcerie e alberghi che si aggiunge a quanto già disposto dal Decreto Ristori
    • Sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali di Novembre e Dicembre
  • Per le Regioni in zona gialla: sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali per il mese di Novembre

Un’altra novità del Decreto Ristori-Bis riguarda poi il Settore Terziario: per coloro che non rientrano fra i beneficiari del fondo perduto, viene istituito un fondo straordinario di 70 milioni di euro per tutto il 2021.

Possono usufruirne:

  • Organizzazioni di volontariato
  • Associazioni di promozione sociale
  • Organizzazioni non lucrative di utilità sociale

Per la filiera agricola, di pesca e acquacoltura il Decreto Ristori-Bis prevede invece la decontribuzione totale per il mese di Dicembre.


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